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Creativi si nasce e si diventa – Intervista a Maria Rosa Dussin de Le pentole raccontano

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Cosa significa creatività? Chi è il genio creativo… un artista romantico? Creativi si nasce o si diventa? La creatività è un tema estremamente complesso che affascina gli studiosi da secoli. In questo articolo, la storia affascinante di Maria Rosa Dussin, fondatrice del progetto veronese Le Pentole raccontano.

Dipinta a mano dall'artista della storia di oggi: Maria Rosa Dussin.
Dipinta a mano dall’artista della storia di oggi: Maria Rosa Dussin.

Mai senza creatività

Nella vita sarà capitato a tutti di incontrare almeno una persona dotata di estro, genialità e creatività. Si tratta di una dote che fluisce naturalmente e di cui tutti siamo dotati, fin da bambini.

Con il tempo, la razionalità e il diventare adulti fanno sì che abbandoniamo progressivamente gli stimoli creativi e irrazionali e crediamo di non poter dipingere, cucire, o semplicemente fare determinate cose.

Una collana realizzata artigianalmente con materiale riciclato da Maria Rosa Dussin.
Una collana realizzata artigianalmente con materiale riciclato da Maria Rosa Dussin, la protagonista di questa storia.

C’è chi sviluppa le proprie attitudini artistiche frequentando l’accademia, ma anche chi coltiva queste passioni nel tempo libero, come fonte di relax e facendo della creatività una valvola di sfogo e un modo per evadere dalla quotidianità.

Creare rende le persone libere, positive e felici: alcune poi diventano anche un punto di riferimento importante per la propria comunità. E anche questa storia ha da insegnare.

Creativa da una vita: Maria Rosa e le pentole cantastorie

“Questa è la prima pentola che ho dipinto: è da Lei che è nato tutto”. Così mi accoglie Maria Rosa, fondatrice del progetto Le pentole raccontano, appena varco la soglia di casa sua. La creatività si respira nell’aria. 

Nella periferia di Verona abita Maria Rosa Dussin, ora in pensione. Ha lavorato per una vita con il Comune di Verona, collaborando con le scuole per la realizzazione di progetti didattici e di promozione del territorio. Da Palazzo Forti alla Galleria d’Arte Moderna di Verona, Maria Rosa ha scritto guide, e lavorato molto per i bambini.

Voleva andare a Brera, e ha studiato materie letterarie a Verona, prediligendo i corsi di estetica e di storia dell’arte. La sua carriera professionale nel mondo della didattica, le visite guidate e i laboratori, la contaminazione con altri professionisti le hanno permesso di maturare una lunga esperienza sul campo.

Collane fatte a mano recuperando vecchi galleggianti di imbarcazioni, vasi in porcellana dipinti, un tavolo lunghissimo sul quale ripone i suoi pennelli, una macchina da cucire e dei colori. Ma alcuni oggetti rapiscono il cuore di parenti, amici e chiunque incontri: le sue pentole.

Lo spazio creativo di Maria Rosa Dussin.
Lo spazio creativo di Maria Rosa Dussin.

Una pentola, un progetto

Pentole, caffettiere, teglie e mestoli, “ogni pentola è un progetto” e tante sono le sue fonti di ispirazione. Una passeggiata nel bosco, i libri di illustrazione per bambini, la sua famiglia, le riviste di moda, l’arte e soprattutto la sua città, Verona.

Con Maria Rosa le pentole tornano ad “essere” e a raccontare storie di vita quotidiana portando con loro il proprio vissuto: ammaccature, saldature e imperfezioni comprese. Come Viola Tirloni di Violab, anche questa è una storia di ricerca e di attenzione al dettaglio, ma soprattutto di sostenibilità e amore per il riciclo.

Una pentola della collezione Le pentole raccontano.
Una pentola della collezione Le pentole raccontano.

“Inutili a chi? Dove vanno a finire le pentole che non hanno più utilità? Nella pattumiera. Un giorno mi sono detta perché non dare a loro una seconda vita?”

Maria Rosa Dussin

Ogni oggetto merita di avere una seconda opportunità, e l’atto del creare è divertimento, soddisfazione, senso di appagamento. Non solo: è anche un’occasione per passare del tempo insieme alle amiche, chiacchierando, toccando con mano la creatività, insegnando, trasferendo conoscenze e valori. La manualità è anche comunità.

“Come hai iniziato, hai fatto qualche corso?” le chiedo. “No, sono nata così, la creatività è qualcosa che ho sempre avuto dentro. Da piccola, per esempio, quando compravo una camicia, dovevo cambiarle i bottoni” mi risponde.

Gli eventi e la community de Le pentole raccontano

Sulla sinistra Maria Rosa Dussin, sulla destra l'amica ceramista Cristina Annicchini.
Sulla sinistra Maria Rosa Dussin, sulla destra l’amica ceramista Cristina Annicchini.

Maria Rosa (fondatrice de Le pentole raccontano) ha partecipato a molti eventi, mercatini e festival, e nel 2017 ha allestito un temporary shop vicino a Ponte Pietra, insieme all’amica Cristina Annicchini di Rakufrida, specializzata nella tecnica della ceramica raku. Oltre a voler far conoscere queste passioni, l’obiettivo dell’esposizione temporanea è stato di tramandare la storia di Verona a concittadini e turisti di passaggio. 

“Questi eventi sono stati un’opportunità per parlare con la gente. Le mie postazioni sono sempre state interattive: si parlava di riciclo, di vecchi ricordi di pentole o arnesi usati da nonni, mamme, amici e alcune persone lasciavano messaggi e pensieri” continua Maria Rosa.

L’ascolto, il dialogo, il saper raccontare storie sono abilità che si possono affinare soprattutto partecipando ad eventi come questi, grazie al contatto umano e all’empatia con le persone.

Ancora, ha avuto il piacere di esporre le sue creazioni in diversi bar e negozi del centro storico, tra cui il bar La Tradision in via Oberdan a Verona. 


Tutto il ricavato derivante dalla vendita di questi oggetti ricchi di fascino viene devoluto dall’artista a una Onlus operante in Bolivia. Ora, Maria Rosa ha smesso di partecipare ai mercatini domenicali perché troppo impegnativi… ma non ha perso la voglia di creare.

, perché questo atto così intimo e appassionante è spesso una necessità. Ci sono poi le vicine di casa e le amiche che la considerano un riferimento per quello che fa, incoraggiandola e stimolando in continuazione la sua creatività. Per esempio, portandole oggetti che non usano più, sicure del fatto che tra le sue mani, diventeranno opere d’arte.

Con il lockdown, si sono riscoperti certi valori e la bellezza della manualità. “Un tempo c’era la corsa al lavoro, ma in questo periodo le persone più sensibili hanno riscoperto i propri hobby e i sogni nel cassetto”. Partendo proprio dal mondo culinario, la gente si è accorta di avere meno bisogno delle cosemateriali ed effimere, e ha recuperato il valore della semplicità.

Essere o diventare creativi?

Ma creativi si nasce o lo si può anche diventare? E chi è l’agente creativo? Nell’immaginario collettivo, il creativo è quella figura che sta chiusa nel proprio atelier a sperimentare imbrattata di colori. Con il tempo questo concetto si è evoluto profondamente: la creatività è un processo individuale o collettivo tramite il quale si crea un’idea o una soluzione a un problema.

Un mestolo dipinto dall'artista eclettica Maria Rosa.
Un mestolo dipinto dall’artista eclettica Maria Rosa.

Se si cerca la parola “creatività” sul dizionario, si trova una definizione:

“Virtù creativa, capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia” o ancora “Un processo di dinamica intellettuale che ha come fattori caratterizzanti: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, originalità nell’ideare, capacità di sintesi e di analisi, capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze”.

Enciclopedia Treccani

Creatività è anche simbolo di cambiamento e innovazione. Al riguardo, c’è un libro interessante di Monica Calcagno, Professoressa ordinaria di Innovation Management all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si intitola “Interpreting innovation. Design. Creativity. Art” ed esplora la letteratura sulla creatività, anche in ambito organizzativo e di impresa.

Arnesi dipinti a mano di Maria Rosa Dussin.
Arnesi e mestoli dipinti a mano da Maria Rosa Dussin.

“The person who is able to play a creative role, realizing novel and useful ideas aimed at gaining success in the market and obtaining recognition in their professional network”

Monica Calcagno

Una persona che ha un ruolo creativo, che realizza idee nuove, ma soprattutto riconosciuta nel suo ambiente professionale

Poi, un creativo può scegliere di intraprendere diversi percorsi personali o professionali. Ci sono i mainstream che si adeguano alle convenzioni prestabilite; gli anticonformisti che lottano per modificare le regole; i disadattati che dettano regole convenzionali nuove, e infine gli anfibi.

Questi ultimi sono in grado di adattarsi al contesto di riferimento, esplorando diversi ambiti della loro professionalità. 

Composizioni artistiche e floreali, vasi dipinti dell'artista.
Composizioni artistiche e floreali, vasi dipinti dell’artista.

Ancora, esiste un dibattito tra chi ritiene che il processo creativo sia qualcosa di enigmatico, romantico, innato e chi invece, ritiene si possa stimolare e perfezionare con la pratica quotidiana, attraverso la ripetizione di gesti (per esempio Paul Cézanne era uno di quelli!).

Conclusione

Ognuno è a suo modo un risolutore di problemi e quindi un creativo. Poi c’è anche chi, oltre a essere creativo, ha una grande manualità, ovvero sa usare bene le sue mani. Maria Rosa ne è l’esempio. La creatività è un’abilità, un atteggiamento mentale che si può sviluppare nel proprio lavoro o attraverso la quotidianità.

Molti scoprono questa propensione presto, mentre altri se ne accorgono una volta in pensione, quando hanno finalmente del tempo da dedicare a loro stessi, dopo una vita di corsa. 

Le creazioni di Maria Rosa Dussin
Le creazioni di Maria Rosa Dussin

La storia di Maria Rosa insegna che anche se si fa tutt’altro nella vita, la creatività e la manualità si possono coltivare, sviluppare o riscoprire. Insegna che ognuno di noi ha un sogno da perseguire e delle forze e risorse da impiegare. Insegna che per fare le cose non bastano le mani, ma bisogna metterci anche il cuore.

Scopri la pagina Facebook di Maria Rosa – Le pentole raccontano

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