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We Are Knitters: una community virtuale di successo

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Fai parte anche tu di una community?
Oggi le comunità virtuali sono uno degli argomenti più discussi nell’ambito del social media marketing. Costruire una nicchia di appassionati non è semplice, ma ci sono alcuni casi di successo: un esempio è We are knitters. Leggi questo articolo e scopri di cosa si tratta.

Dall’estero la passione per il knitting è arrivata anche in Italia, invadendo librerie, bar, ristoranti e parchi. Prima della quarantena, in molte città si organizzavano eventi denominati knit-café, in cui incontrarsi e dedicarsi a un hobby tramandato da nonna a nipote: la maglia. Oggi questa tecnica viene raccontata attraverso le immagini di We are knitters.

Una volta, la maglia e l’uncinetto erano attività che le nostre bisnonne svolgevano nei periodi dell’anno in cui non si lavoravano i campi.

Il bisogno di autoprodurre capi di abbigliamento per uso proprio o destinati alla vendita emerge da un articolo redatto dalla agenzia Ansa, la quale ha comunicato i dati emersi da un sondaggio del noto brand We are knitters:

“L’Italia è diventata in pochi anni il 5° mercato più importante per il brand, con una crescita del 75% rispetto allo scorso anno e oltre 7.000 ordini (Italia sopravanzata da Stati Uniti, al primo posto, Germania, Francia, e Regno Unito)”.

Intervista dell’Agenzia ANSA al brand We are knitters
We are knitters: una community di appassionate
We are knitters rights

In altre parti del mondo, quindi, queste tecniche sono in voga già da parecchio tempo, anche tra i più giovani: il successo di questo brand si deve a un mix di elementi, tra i quali il concetto di slow fashion, associato al bisogno di rallentare in un’epoca caratterizzata dall’eccessivo consumismo.

We are knitters: all the happiness in a kit

L’azienda è specializzata nella produzione di filati di lusso peruviani eco-sostenibili. Ma non è finita qui: oltre a vendere gomitoli e ferri per lavorare la lana, il brand offre dei kit per maglia e uncinetto contenenti tutto l’occorrente per realizzare i progetti (per esempio, le istruzioni step-by-step, i filati di lana o cotone, uncinetto o ferri, gli aghi da lana, e altro ancora).

Si può scegliere il progetto da realizzare in base alla propria esperienza e sul sito ci sono molti video tutorial e PDF gratuiti contenenti le istruzioni per realizzare capi di abbigliamento e accessori.

WAK friends: un esempio di community coinvolgente

Fin dal primo momento in cui ci si imbatte in questo sito, si è assaliti da una irrefrenabile voglia di cominciare un progetto (anche se non si ha la minima idea di come si utilizzino quegli arnesi). L’esperienza di sferruzzare è talmente coinvolgente da appassionare anche star dello sportsystem, come il tennista Novak Đoković, che appare in un post sul profilo Instagram di WAK, mentre impara a realizzare il suo primo punto a maglia.

Quindi, We are knitters non ha costruito solo un’esperienza coinvolgente, ma anche una grande community composta di 700.000 persone che amano questo hobby e lo condividono tra loro. Inoltre, le foto più belle vengono pubblicate sullo stesso profilo, che viene così alimentato continuamente, grazie ai contenuti creati dagli utenti stessi.

WAK Experience - We Are Knitters rights
WAK Experience – We are knitters rights

Oltre al digitale, questo brand ha promosso il brand sfruttando anche i canali di marketing più tradizionali: per esempio, allestendo un pop up a Parigi e organizzando eventi e workshop periodici, in cui la community da digitale diventa virtuale. Le appassionate trovano in questo modo l’occasione per stare insieme, condividere trucchi e segreti, e soprattutto il valore dell’amicizia.

L’innovazione che passa attraverso la sostenibilità

Attraverso questo progetto, il brand incoraggia le persone a rallentare e avere cura del pianeta. Per farlo, realizza filati, ferri e uncinetti utilizzando legno di faggio certificato 100% FSC, nonché borse di carta riciclata che si possono riutilizzare.

Per quanto riguarda i filati, l’azienda punta sempre all’innovazione, e costantemente qualità e varietà in maniera sostenbibile. Per esempio, il recycled yarn è composto per il 95% di cotone e per il 5% da altri materiali e nasce dal presupposto di “voler ridare una seconda vita ai vecchi jeans. Grazie al processo di riciclo le fibre sono trattate, mischiate e poi riunite un un solo filato, pronto per essere lavorato” – si legge sul sito di We are knitters.

Il gomitolo recycled yarn ecosostenibile lanciato nel 2019 da we are knitters
Il filato “The recycled Yarn” prodotto da We Are Knitters – We are knitters rights

Ancora, l’attenzione verso l’ambiente e gli stakeholder si manifesta a 360°: il brand non punta unicamente a tutelare l’ambiente fisico, ma anche quello sociale, avendo cura delle comunità locali e cercando di creare opportunità di sviluppo e di lavoro per realtà ancora sottosviluppate economicamente.

Un altro valore fondamentale è rappresentato dalle persone. Realizzare oggetti con le proprie mani aiuta allo stesso tempo la crescita dell’autostima. Tutto vero: ogni volta che ci cimentiamo in un progetto manuale impariamo qualcosa di nuovo e riusciamo a sviluppare nuove abilità che ci aiutano a far crescere la fiducia verso noi stessi.

Un esempio di progetto: un maglione realizzato con i filati we are knitters
We are knitters rights

Insomma, We are knitters è un esempio virtuoso che punta a costruire un pianeta migliore e a rafforzare la propria community basandosi su valori positivi, in grado di fare la differenza. Inoltre, è un caso da studiare anche per quanto riguarda la gestione della digital brand reputation, un argomento che puoi approfondire in questo articolo. Quali altri esempi virtuosi conosci che operano in questo settore?

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